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letters
Cara Viola, come va? Qui è un casino e non so cosa fare
Mi sento in un vicolo ceco, non so cosa sto facendo, non so cosa mi aspetta e non so chi sono. Poi sono anche stupida, perchè continuo a fare sempre gli stessi errori anche se dovrei imparare e farli una, due volte, ma poi smettere. Invece no, non capisco nulla, è tutto così brutto che non me ne capacito neanche, sento che sto scivolando nella pazzia e non so come rendere il terreno meno scivoloso. Ti scrivo questa lettera principalmente per distrarmi da tutta questa confusione ma anche per sapere come stai, ti prego dimmi che ce l'ho fatta ancora, lo so che una di queste volte crollerò, ma dimmi che sono ancora in piedi per favore, ho davvero bisogno di sapere che ho speranza. So che vorresti che ti raccontassi un po' come vanno le cose e cosa succede, ma se sto scrivendo questa lettera è proprio per non pensarci, quindi se ti va ti racconto una storia;
era un giovedì di domenica, il sole splendeva nel celo nuvoloso e pioveva neve. Vidi un giovane vecchio che sedeva su un morbido sasso mentre piangeva allegramente la morte del figlio ancora vivo, morto in guerra, in tempo di pace. Entrai nella stanza senza porta con la mia chiave e presi un coltello, accoltellai il giovane vecchio all'osso del cuore dicendo "muori bastardo, anche tu hai diritto a vivere" poi entrai in macchina, accessi il motorino, montai in bici e me ne andai a piedi.
Spero di averti fatto sorridere e che la tua vita vada bene
Con affetto, Viola
Epilogue
4 months laternon puoi...
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